Elena del Ghetto
Roma, 16 ottobre 1943. Una donna si aggira per il ghetto sotto la pioggia scrosciante per avvisare a gran voce i vicini che il giorno seguente i tedeschi sarebbero venuti a prenderli e li avrebbero portati verso quei luoghi “dai quali non si ritorna”. Ma nessuno le crede, perché lei Elena Di Porto, “la matta del quartiere”, quella che è stata rinchiusa in manicomio già tre volte, che ha lasciato il marito (fannullone e ubriacone), tira di boxe, fuma, gioca (benissimo) al biliardo e si rifiuta di portare le gonne, preferendo andare in giro con le braghe sformate e le bretelle da uomo. Inoltre gli ebrei romani, attraverso il rabbino capo di Roma, hanno fatto un patto con i tedeschi: 50 chili d’oro, e sarebbero stati lasciati in pace. E i tedeschi sono di parola, no? Si sa come è andata, purtroppo, ed “Elena del ghetto” non è riuscita a […]
I cento passi
Alla fine degli anni Sessanta a Cinisi, un piccolo paese siciliano, la mafia domina e controlla la vita quotidiana oltre agli appalti per l’aeroporto di Punta Raisi e il traffico della droga. Il giovane Peppino Impastato entra nel vortice della contestazione piegandola, con originalità, alle esigenze locali. Apre una piccola radio dalla quale fustiga con l’arma dell’ironia i potenti locali fra i quali Zio Tano (Badalamenti). Peppino verrà massacrato facendo passare la sua morte per un suicidio.
Limonov
La storia oltraggiosa di Eduard Limonov, il poeta radicale sovietico che divenne un barbone a New York, un mito in Francia e un antieroe politico in Russia.
The Chosen – Ultima Cena
Durante l’evento al cinema, fedeli e spettatori saranno trasportati di fronte alla tavola apparecchiata dell’Ultima Cena. In quegli ultimi e drammatici giorni, infatti, il popolo d’Israele accoglie Gesù a Gerusalemme come un re, mentre i discepoli ne attendono con ansia l’incoronazione. Ma Gesù sovverte la festa religiosa ebraica e, sentendosi minacciati nel loro potere, i leader religiosi e politici del paese fanno di tutto affinché questa sia l’ultima Pasqua del Salvatore.
Io sono ancora qui
Eunice, madre di cinque figli, vede cambiare bruscamente la sua vita quando il marito, l’ex deputato del Partito laburista brasiliano Rubens Paiva, scompare improvvisamente, catturato dal regime militare nel 1964. La donna è costretta all’attivismo, sperando in questo modo di trovare il marito e riuscire a salvarlo.
L’amore secondo Kafka
Grazie all’amore, l’ultimo anno di vita di Franz Kafka diventa il più felice. Fino a quel momento, non aveva mai conosciuto l’intimità, bloccato dalla tubercolosi e da una famiglia oppressiva. L’incontro con Dora Diamant, una donna saggia e vivace, cambia tutto: lei lo accetta per quello che è, e lui fa lo stesso con lei. Si incontrano nel 1923 sulla costa del Mar Baltico, dove lui si sta riprendendo e lei lavora in un centro sociale ebraico. Decidono di trasferirsi a Berlino, e quando la salute di Franz peggiora, si spostano in un sanatorio in Austria. Un anno dopo, Franz muore, ma il ricordo del loro amore resterà con Dora per sempre.
Il maestro che promise il mare
Nel 1935, il maestro Antoni Benaiges accetta l’incarico come insegnante in un piccolo villaggio nella provincia di Burgos, in Spagna. Qui il giovane maestro instaura un intenso legame con i suoi studenti, bambini tra i sei e i dodici anni, ai quali fa una promessa: portarli a vedere il mare per la prima volta nella loro vita. Ma i metodi di insegnamento innovativi del maestro non incontrano il consenso del governo di allora, che inizia una dura opposizione nei confronti dell’insegnante e dei suoi ideali. 75 anni dopo, la nipote di uno di quegli alunni, ricostruisce la meravigliosa storia vera nascosta dietro la promessa del maestro. Una storia di coraggio, dedizione e resistenza che rischiava di rimanere sepolta dalle ombre del regime franchista.
La terra promessa
Nel 1755, lo squattrinato capitano Ludvig Kahlen parte alla conquista delle aspre e desolate lande danesi con un obiettivo apparentemente impossibile: costruire una colonia in nome del Re. In cambio, riceverà per sé un titolo reale disperatamente desiderato. Ma l’unico sovrano della zona, lo spietato Frederik de Schinkel, ha la presuntuosa certezza che questa terra gli appartenga. Quando De Schinkel viene a sapere che la cameriera Ann Barbara e il marito servitore sono fuggiti per rifugiarsi da Kahlen, il privilegiato e perfido sovrano giura vendetta, facendo tutto ciò che è in suo potere per scoraggiare il capitano. Kahlen non si lascerà intimidire e ingaggerà una battaglia impari, rischiando non solo la sua vita, ma anche quella della famiglia di emarginati che si è venuta a formare intorno a lui.
Monte Verità
UNA STORIA DI EMANCIPAZIONE FEMMINILE CHE CI OBBLIGA A INTERROGARCI SULLE PARI OPPORTUNITÀ. Hanna Leitner è una giovane donna con due figlie che lascia la famiglia a Vienna per raggiungere la comunità che ad Ascona si riunisce sul monte Monescia ribattezzato Monte Verità. Hanna vuole sfuggire all’oppressione della sua vita borghese e, in particolare, a quella del marito. Il quale la relega al ruolo di madre e le nega il diritto di accedere a quella che per lui è una professione e per lei un’iniziale passione: la fotografia.
Tre Minuti
Il documentario di Bianca Stigter si apre con un filmato amatoriale di tre minuti in 16 mm. Le immagini si stanno sgretolando e i colori sono pallidi, ma possiamo vedere alcune persone di tutte le età che si radunano, scorci di un paesaggio di una piccola città che potrebbe essere ovunque in Europa, con alcuni volti sorridenti, alcuni che lasciano una sinagoga, altri che pensano agli affari propri, e questo è tutto. Quando irrompe la voce fuori campo scopriamo che nel 2009 un uomo di nome Glenn Kurtz trovò quella bobina di tre minuti nell’armadio dei suoi genitori in Florida. Il filmato sarebbe stato girato da suo nonno David nel 1938, quando era in vacanza in Europa. La città raffigurata nei filmati amatoriali è Nasielsk, una comunità polacca abitata prevalentemente da ebrei e luogo di nascita di David. È un raro documento che mostra l’aspetto della città prima dell’occupazione nazista, […]